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La nascita del francobollo

 

La nascita del francobollo vero e proprio è legata alla riforma delle Poste della Gran Bretagna voluta da Rowland Hill nel 1837. L'intuizione di Sir Rowland Hill fu quella del servizio postale prepagato, in cui la riscossione della tariffa postale non avvenisse al momento del ricevimento, bensì all'atto della spedizione a spese del mittente. Nel 1837 fece quindi pubblicare a sue spese il libretto "Post Office Reform: its Importance and Practicability", con cui rese noto al parlamento inglese il suo pensiero riformatore.
Il parlamento britannico approvò la riforma e rese necessaria la realizzazione dei francobolli. Sir Rowland Hill suggerì come questi ultimi dovessero essere dei pezzi di carta di dimensioni sufficienti ad accogliere una stampa e dotati sul retro di una soluzione glutinosa idonea all'incollaggio degli stessi,
come prova dell'avvenuto pagamento della tariffa postale.
Nel settembre del 1839 venne bandito un concorso pubblico, che invitava la popolazione a proporre delle idee sulla forma che il neonato francobollo avrebbe dovuto assumere. Giunsero in commissione 2700 proposte che si disputavano un premio di 600 sterline. Tutti i bozzetti furono esposti in una sala di Buckingham Palace e sottoposti all'attenzione dei responsabili delle poste inglesi. Nessuna ebbe però il favore del riformatore: Hill decise quindi che si sarebbe occupato personalmente dell'ideazione del francobollo assieme al suo staff. Come soggetto fu scelto il profilo della Regina Vittoria, tratto da una medaglia coniata alcuni anni prima, mentre per evitare contraffazioni la testa fu stampata su un fondo cesellato costituito da losanghe molto fitte. Il 10 gennaio 1840 venne introdotta la tariffa uniforme, ed il 6 maggio 1840 entrò in vigore il primo francobollo del mondo, che passò poi alla storia come Penny Black.

 

I primi francobolli italiani

Il francobollo fece la sua prima comparsa in Italia il 1º giugno del 1850, quando il Regno Lombardo-Veneto emise la sua prima serie denominata "Aquila Bicipite", che comprendeva cinque valori diversi. Nel giro di pochi mesi anche gli altri stati italiani preunitari si dotarono di francobolli: il 1º gennaio 1851 il Regno di Sardegna diede alle stampe la sua prima serie, il 20 centesimi (per tutto lo Stato) ed il 5 centesimi (per la città) recante l'effigie di Vittorio Emanuele II, mentre il 1º aprile successivo fu la volta del Granducato di Toscana con una serie di sei valori in crazie che raffiguravano il marzocco, stemma del granducato. Gli altri stati preunitari seguirono a ruota: il 1º gennaio 1852 lo Stato Pontificio e nel giugno dello stesso anno il Ducato di Modena e il Ducato di Parma.

In seguito all'unità d'Italia, vennero estesi ai nuovi possedimenti sabaudi i francobolli del Regno di Sardegna, per cui il primo francobollo sardo (il 5 centesimi nero del gennaio 1851) è considerato anche il primo francobollo veramente "italiano". Nel 1861 sotto il governo di Camillo Benso di Cavour il Conte Giovanni Battista Barbavara da direttore generale delle Poste Sarde fu reintrodotto come direttore generale delle Poste Italiane che iniziarono così la loro attività. La prima emissione postunitaria avvenne tuttavia il 24 febbraio 1862, quando venne posto in circolazione il 10 centesimi bistro con l'effigie di Vittorio Emanuele II, analogo a quello sardo del 1855 ma dotato di dentellatura. Solo nell'aprile del 1863 fu emesso il primo francobollo approntato per la posta italiana e sul quale apparve per la prima volta la dicitura “francobollo italiano”: il valore da 15 c. disegnato dal tipografo ed incisore del Regno di Sardegna Francesco Matraire. Infine il 1º dicembre 1863 vide la luce la prima serie espressamente studiata per coprire le tariffe postali del Regno d'Italia, che fu curiosamente stampata in Inghilterra dalla tipografia De La Rue.

 

I primi francobolli del Gran Ducato di Toscana

Il 27 agosto 1569, al termine di 75 anni di capovolgimenti politici, Cosimo de’ Medici ottiene il titolo di granduca di Toscana. Il granducato, nato in quel momento, sarebbe durato ininterrottamente fino al 1801. I primi a reggerne le sorti sono esponenti della potente casata dei Medici, che governano sino al 1737. Alla morte di Gian Gastone, la famiglia, priva di eredi legittimi, è cede il potere a Francesco Stefano duca di Lorena – sposo dell’imperatrice Maria Teresa – in base ad accordi stipulati fra le dinastie europee nel 1735. Sotto i lorenesi, e in particolare con Pietro Leopoldo (1765-1790), il territorio conosce una fase di grande sviluppo, in cui una solida politica agraria si accompagna a illuminate riforme del commercio, dell’amministrazione pubblica e della giustizia: il granducato è il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte.

 

L’azione di governo, pur di tipo assolutistico, era improntata alla moderazione; Leopoldo, di carattere mite e di comportamento informale, entrò presto nelle simpatie di molti sudditi, che lo chiamavano “broncio” per il labbro inferiore sporgente che gli dava un’aria sempre triste, o “canapone” per il colore sbiadito dei suoi capelli biondi. La sua politica, per quanto possibile all’epoca, era liberale e popolare; ridusse alcune tasse, protesse la scienza, varò una serie di opere pubbliche, costruì strade, nel maggio 1847 concesse la libertà di stampa e nel febbraio 1848 la costituzione, seguendo l’esempio del Piemonte.

 

In un clima plumbeo, dato dalla prima guerra d'indipendenza, in forza degli accordi con l’Austria le poste granducali accolsero la riforma postale già in vigore nell’impero asburgico e introdussero i francobolli.

La prima serie fu emessa il 1° aprile 1851. Il soggetto era unico per tutti i valori e non riportava (come allora d’uso) l’effigie del regnante né il suo stemma, ma l’antico simbolo araldico mediceo, ovvero il Marzocco.

Originariamente il leone araldico che poggia la zampa sullo scudo gigliato – poi adottato dai Medici – rappresentava il potere popolare nella Firenze repubblicana; il nome, di origine incerta, sembra possa derivare dal diminutivo di Martius, termine latino che si riferisce al dio Marte. Nella vignetta dei francobolli attorno all’animale girava la legenda "Francobollo postale toscano".


Il sistema postale toscano ha il suo punto di forza nella Posta dei Cavalli: senza le stazioni di posta e la loro organizzazione le corrispondenze non avrebbero mai potuto raggiungere i destinatari. Nelle città principali esisteva un Ufficio di Posta, nei paesi minori una distribuzione: procacci, procaccini, distributori ed a volte farmacisti, medici e bottegai erano l’ultimo anello della catena di distribuzione.
Le Direzioni Postali e gli Uffici Regi permettevano e garantivano il funzionamento della struttura postale, struttura che doveva a sua volta essere in grado di garantire un risultato economico. La Soprintendenza, al momento di istituire un nuovo Ufficio Regio, accertava innanzitutto che i costi e le entrate di posta non gravassero sull’erario, ma anzi fossero in grado di produrre introiti e quindi solo allora concedeva il benestare per istituire un ufficio di posta.
La struttura postale toscana si basava ancora su quella restaurata nel 1814, quando il Granducato con la Notificazione del 15 luglio aveva cancellato il sistema postale introdotto dai francesi e, con la stessa Notificazione, aveva declassato a Comunitativi la maggior parte degli Uffici che costituivano l’ossatura del precedente sistema; successive Notificazioni avevano tuttavia arricchito la struttura di numerosi Uffici Regi, evoluzione di quelli Comunitativi.


Firenze è Soprintendenza Generale delle RR. Poste e Direzione Generale; Siena, Pisa e Livorno sono Direzioni di Posta da prima del 1600, a queste si aggiunsero: Arezzo e Lucca, quest’ultima divenuta Direzione il 4 ottobre 1847, dopo l’ingresso del Principato nel Granducato di Toscana.

Nel 1851 tutti gli Uffici Regi hanno in dotazione un proprio bollo nominativo, ma la struttura postale si avvale anche di Distribuzioni Comunitative: anche queste dispongono di bollo se hanno provveduto a richiederlo e pagarlo al loro Ufficio Regio di pertinenza.

 

 

La provincia di Siena in filatelia

Durante il Regno d'Italia la filatelia italica si è occupata di Siena e della sua provincia in modo marginale: nel 1932, per celebrare in cinquantenario della morte di Garibaldi, venne utilizzato l'affresco di Pietro Aldi "L'incontro di Teano" presente in Palazzo pubblico e li si fermò. A partire dal secondo dopoguerra le emissioni filateliche che hanno raffigurato la città di Siena o evidenziato taluno dei suoi aspetti - la provincia - si sono fatte sempre più numerose.

Già nel 1946, in una delle prime serie dell'Italia post-fascista, "Avvento della Repubblica in Italia" - 31 ottobre 1946 - il valore da 3 lire fu rappresentato  con la raffigurazione della "Pace" nell'Allegoria del Buono Governo, affresco di Ambrogio Lorenzetti, nel Palazzo Pubblico di Siena. In seguito vari francobolli di tematiche diverse; religiose, paesaggistiche, artistiche e di folclore (Palio) ecc. si sono susseguite fino ad ora.

 

Sotto ho riportato le foto di alcune emissioni filateliche, riguardanti la provincia senese, dell'aria italiana.
 

 
 

 

 

 

Poste Italiane  - 1932 - "50º anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi" "Cinquantenario Garibaldino - 1882-1932"

particolare dell'affresco L'incontro di Teano

di Pietro Aldi  Siena, Palazzo Pubblico, Sala del Risorgimento

 

Poste Italiane - 1946  "Avvento della Repubblica in Italia - 3 lire - "Repubblica di Siena sec. XII - sec. XVI"La Pace nell'Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti Siena, Palazzo  pubblico, Sala dei Nove - 20 Lire - "Il giuramento di Pontida - 7 aprile 1167"Particolare dell'affresco di Amos Cassioli Siena, Palazzo pubblico, Sala del Capitano del Popolo

 

 

 

 

 

 

 

Poste italiane - 1948
 "6º centenario della nascita di santa Caterina da Siena"

3 Lire - Santa Caterina in atteggiamento caritatevole

5 Lire - Santa Caterina con la croce

10 Lire - Santa Caterina in atteggiamento ieratico

30 Lire - Santa Caterina mentre detta uno dei "Dialoghi"

100 Lire posta aerea - Santa Caterina con la croce

200 Lire posta aerea - Santa Caterina in atteggiamento ieratico
                                      "Patrona d'Italia"

 

 

   

Repubblica italiana - 1953 - 10 lire "Propaganda turistica"

 

Poste italiane - 1957" - 110 lire "Statua equestre di Giuseppe Garibaldi" - particolare del monumento equestre opera di Raffello Romanelli (1911) Siena, Giardini della Lizza

 

Poste vaticane - 1962 - "5º centenario della canonizzazione di
Santa Caterina da Siena" - 15 lire - 60 lire - 100 lire -

 

 

   

 

Poste Italiane - 1962 - "5º centenario della canonizzazione di Santa Caterina da Siena" - 30 lire - 70 lire -

 

 

Repubblica di San Marino - 1963 - "Giostre e tornei" - Siena, Palio delle Contrade - 60 lire -

 

 

Repubblica di San Marino  - 1967 -  "Cattedrali gotiche" - Cattedrale di Siena - 40 lire -

 

 

   

 

Repubblica di San Marino - 1968 - "Dipinti di Paolo Uccello"
Battaglia di San Romano (1432) - Scontro armato fra Senesi e Fiorentini - 50 lire - 90 lire - 130 lire - 230 lire -

 

 

   

 

Repubblica di San Marino - 1969 - "Affreschi"
Ambrogio Lorenzetti: allegorie del Buon Governo (anno 1338) - Pax, Iustitia, Temperantia Siena, Palazzo Pubblico, Sala delle Balestre - 50 lire - 80 lire - 90 lire -

Ambrogio Lorenzetti: Città sul mare Siena - Pinacoteca Nazionale 180 lire -

 

 

 

 

 

 

 

 

Poste Vaticane - 1970 - Simone Martini

Redentore benedicente - 15 lire

 

 

Poste Italiane - 1976 - Natale 76 - Bartolo di Fredi - L'Adorazione dei Magi - 70 lire

 

 

Poste Italiane - 1980 - 6° centenario della morte di Santa Caterina da Siena - 170 lire

 

 

Poste Italiane - 1981 - serie Europa -

il Palio di Siena - 300 lire

 

 

   

 

 

 

 

Poste Italiane - 1984 - Turismo 11 ͣ emissione Chianciano Terme - 400 lire

 

 

 

 

 

Poste Italiane  - 1985 - Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata - 450 lire

 

 

 

 

 

Poste Italiane - 1990 - Turismo 17 ͣ emissione Montepulciano - 600 lire

 

Poste Italiane - 1991 - Scuole d'Italia - 750° fondazione Università di Siena

 

 

 

 

 

Poste Italiane  - 1993 - Archivi di Stato Tesori Archivi di Stato Siena - 750 lire

 

 

Poste Italiane - 1994 - XXII Congresso Eucaristico Nazionale Siena  - 600 lire

 

 

 

 

 

Poste Italiane - 1996 - Turismo - 23 ͣ edizione - Pienza - 750 lire

 

 

 

Poste Italiane  - 2002 - Turismo - 29 ͣ edizione - San Gimignano - 0,41

 

 

 

 

 

 

Poste Italiane - 2003 - Mostra di Duccio di Buoninsegna - Siena - 0,41 €

 

 

 

 

 

 

Poste Italiane - 2008 - Patrimonio Mondiale Unesco - Val d'Orcia - 0,60 €

 

 

 

Poste Italiane - 2012 - Made in Italy: vini DOCG - Brunello di Montalcino - 0,60 €

 

 

 

Poste Italiane - 2013 - Made in Italy: vini DOCG- Vino Nobile di Montepulciano - 0,70 €

 

 

 

 

 

Poste Italiane - 2012 - Made in Italy: vini DOCG - Vernaccia di San Gimignano - 0,80 €

 

Poste Italiane - 2012 - Made in Italy: vini DOCG - Chianti Classico - 0,95 €

 

Poste Vaticane - 2017 - 350° Anniversario della morte di Papa Alessadro VII (Fabio Chigi) - 0,95 €