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Abbadia a Isola (anche Badia a Isola, già Abazia dell'Isola o Abazia del Lago, anticamente Borgonuovo) è una frazione del comune di Monteriggioni. La frazione dista 3,23 chilometri da Monteriggioni.

L'abbazia fu fondata nel 1001 dalla contessa Ava, figlia del conte Zanobi e vedova d'Ildebrando Signore di Staggia e di Val di Strove, lungo la via Francigena ed in particolare presso uno dei castelli di proprietà della stessa famiglia denominato Borgonuovo.
Deve il nome al contesto ambientale, in quanto, sorgendo ai margini di terreni impaludati, la chiesa sembrava poggiare su un'isola.
Il castello di Borgonuovo era lo stesso menzionato da Sigerico di Canterbury che vi fece tappa tra il 990 e il 994, di ritorno da Roma dopo avere ricevuto l'investitura dal papa Giovanni XV con la consegna del pallio. Percorrendo la via Francigena l'arcivescovo di Canterbury menziona nel suo diario Burgenove. La località rappresentava la XVI tappa (mansio) del suo itinerario verso l'Inghilterra.
Gli abati divennero nei secoli successivi padroni assoluti di Borgonuovo e delle terre circostanti, cosicché quel castello perse progressivamente d'importanza in favore dell'abbazia, il cui potere culminò nel XIV secolo. Ne è riprova una convenzione stipulata alla Badia a Isola l'11 dicembre 1256 fra l'abate e il rettore o sindaco del Comune di Borgonuovo, con la quale si accorda agli abitanti di potere eleggere per rettore una persona di loro fiducia.

Il primo edificio che si impone alla vista è la chiesa, dedicata a San Salvatore e Cirino, databile al XII secolo. Sulla facciata sono stati rimessi in luce i resti di due portali gemelli, elemento che caratterizzava spessissimo le chiese erette lungo il percorso toscano della Via Francigena.

La sua struttura è quella di un monastero, poiché il 4 febbraio 1001 la nobile Ava(vedova di Ildebrando dei Lambardi, di discendenza longobarda) scelse di fondarvi un monastero benedettino intitolato a San Salvatore.

In questo territorio,compreso tra il Montemaggio e la Val di Strove i nobili di Staggia avevano costituito, a partire del X secolo, un consistente dominio patrimoniale. L'abbazia di Isola fu edificata in un'area impaludata posta all'incrocio dei quattro comitati di Firenze, Fiesole, Siena e Volterra in un tratto importante della via Francigena, alla confluenza di collegamenti secondari per Firenze e Volterra. L'abbazia, dotata di numerosi possessi, fu concepita come strumento di consolidamento patrimoniale della famiglia fondatrice e realizzando quel connubio tra monachesimo e nobiltà, tra atto religioso e obbiettivi politici, cosa frequente nella società altomedievale. Conobbe grande espansione, con l'acquisizione di terre e castelli, per tutto il sec.XI, rafforzando la funzione di controllo sul territorio e della Via Francigena, al servizio della quale furono realizzati uno spedale, documentato dal 1050 ed uno xenodochio documentato dal 1102. Tra l'XI e il XII secolo il complesso monastico era già strutturato e si presentava come un insediamento fortificato dotato di mura, porte e torre di difesa, identificabile nella torre campanaria. La chiesa è a tre navate,ciascuna terminante con un abside.

Tra il XIII e il XIV secolo l'autorità abbaziale cominciò a cedere sotto la spinta espansionistica dei comuni cittadini e in particolare di Siena che, nel 1376, fortificò il monastero inserendolo nel sistema di castelli alla frontiera del contado. Nel 1446 l'Abbazia di Isola fu annessa al monastero di Sant'Eugenio presso Siena.

 

 
     
 

 

Dizionario Geografico Fisico
e Storico della Toscana

Emanuele Repetti

 

 

 

Denominazione: Abazia dell'Isola, Abbadia a Isola, Abazia del Lago, a Borgonuovo (S. Salvatore, S. Giovanni e S. Cirino) - Padule di Canneto - Escheto, Ischeto - Cave di Marmi
Popolo: S. Salvatore dell'Abbadia a Isola
Piviere: S. Salvatore dell'Abbadia a Isola
Comunità: Monteriggioni
Giurisdizione: Sovicille
Diocesi: (Volterra) Colle
Compartimento: Siena
Stato: Granducato di Toscana

 

ABAZIA DELL’ISOLA presso Staggia sotto il titolo di S. Salvatore, S. Giovanni e S. Cirino, oggi semplice chiesa parrocchiale alla base orientale del Monte Maggio, Comunità e miglia toscane 1 e 1/2 a ponente di Montereggioni, Giurisdizione di Sovicille, Diocesi di Colle, già di Volterra, Compartimento di Siena da cui è 8 miglia toscane a maestro.
Fu detta anche del Lago per causa delle paludi che la fiancheggiavano a greco. La fondo nel 1001 presso un suo castello denominato Borgonuovo, la contessa Ava figlia del conte Zanobi, e vedova d’Ildebrando Signore di Staggia e di Val di Strove col consenso di Tegrimo e di Benzo suoi figli.

Fu arricchita dai discendenti e consorti di questa illustre prosapia di origine francese, e dalla quale derivarono i Soarzi, i Saracini, i Malavolti e quel Musatto Franzesi che al principio del secolo XIV accolse nel suo castello di Staggia il conte di Nogaret con i suoi bravi, per sorprendere d’ordine del suo re il pontefice Bonifazio VIII in Anagni.

La privilegiarono Arrigo II con Diploma dato in Marturi (Poggibonsi antico) il 14 luglio 1022; Arrigo III, nel 1055, 9 giugno; Federigo I, nel 1178, 20 gennajo; Ottone IV sotto il 29 ottobre dell’anno 1269. – A questa stessa Badia si riferiscono varie bolle di pontefici, fra le quali una di Niccolò II spedita in Firenze già sua Sede vescovile nel 17 gennajo 1059; una di Alessandro II data il 31 dicembre 1063 nel chiostro della stessa Badia, e una di Alessandro III, del 24 dicembre 1172. – Frutto di tante concessioni e favori fu il dominio baronale che i monaci cassinensi di S. Salvatore dell’Isola esercitarono nei primi secoli sul territorio delle loro chiese, ville e castelli situati fra Siena e Poggibonsi, e che Corrado vescovo di Spira Legato dell’imperatore Federigo II confermò in feudo con Diploma dato presso Poggibonsi il 28 dicembre 1221. – E che gli abati dell’Isola facessero un dì da assoluti padroni sopra il popolo di Borgonuovo, n’è riprova una convenzione fatta in Isola il dì 11 dicembre 1256 fra l’abate e il rettore o sindaco di quel Comune, con la quale si accorda agli abitanti di potere pel tratto successivo eleggere in rettore persona di loro sodisfazione.
Qual fosse allora lo stato fisico del luogo lo dice un Beneplacito del 23 aprile 1038 dato in Isola da Gunfredo vescovo di Volterra, col quale conferma all’abate del monastero medesimo le decime del prossimo Padule, nominato nella parte superiore Padoli, e nella parte inferiore Iscleto, ed una deliberazione presa dal consiglio dei Nove di Siena il primo agosto 1322 a petizione dell’abate dell’Isola per la purgazione della fossa o emissario del Padule detto di Canneto, il di cui deposito infestava l’aria. Al deterioramento dell’atmosfera si aggiunse la dilapidazione delle sostanze per causa di guerre e di partiti, sino a che la famiglia di S. Salvatore all’Isola fu riunita a quella dello stesso ordine di S. Eugenio presso Siena con Breve di Eugenio IV, l’anno 1446;  mentre la sua chiesa con l’annesso di S. Rufiniano da quell’epoca in poi continuò ad essere parrocchia con battistero.

È a tre navate con quattro colonne per parte di forma assai tozza, e con capitelli ornati di rabeschi e di allegorici animali. Si conserva dalla parte della sagrestia il sepolcro della fondatrice contessa Ava con il suo busto sopra un tronco di colonna di granito, e nel pavimento davanti l’altar maggiore avvi una lapida di marmo dov’è scolpito in basso rilievo l’abate Feo succeduto a Cirino primo superiore del monastero dell’Isola.