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La Val d'Elsa. Caratteri geo-morfologici.
La Val d'Elsa ha una conformazione paesaggistica segnata da colline con quote medio-basse, in successione continua, in-framezzate da piccoli spazi vallivi con andamento trasversale, incisi da corsi d'acqua di bassa portata!.
Si tratta di una delle numerose conche intermontane, alternate a rilievi orografici più o meno paralleli all'Appennino e di formazione soprattutto terziaria, che caratterizzano la Toscana; il fìtto complesso di basse ondulazioni collinose origina dagli ultimi corrugamenti terziari, ai quali seguirono rotture di faglia e arrotondamenti-modificazioni dei fianchi collinari dovuti all'azione degli agenti atmosferici dopo la definitiva emersione delle terre agli inizi dell'era quaternaria.
La composizione litologica dei terreni, molto schematicamente, è relazionata sia alla posizione una volta occupata nei fondali marini pleiocenici sia alle reazioni verifìcatesi in superficie. |
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Non di rado, gli strati risultano comunque di spessore diverso e anche alternati a causa della lenta emersione, frequentemente interrotta da arresti o fenomeni inversi. Dalle parti più depresse sono originati i grandi banchi di argille (di qualità molto diversificate e di larga utilizzazione industriale, per esempio il mattatone delle zone di Castelfìorentino e Montaione-Gambassi) o i suoli a minuta composizione sabbiosa; le spiagge hanno costituito i conglomerati ghiaiosi, ciottolosi e conchigliari (molto diffusi nelle zone di Poggibonsi, San Gimignano e Barberino).
Il caratteristico pancone calcareo-sedimentario (che compone quasi tutti i rilievi di medio-bassa quota della Val d'Elsa) trova invece origine dall'azione che molte sorgenti ricche di calcio, dopo l'emersione, ebbero sugli strati sedimentari; la soluzione di continuità negli strati, permettendo una maggiore azione dei fenomeni erosivi, ha dato luogo ai ciglioni che improvvisamente sezionano le poggiate; lo sprofondamento del banco calcareo avviò un vasto fenomeno carsico (laghetti e paludi) che interessò l'intera piana di Monteriggioni sino ai limiti dell'attuale Comune di Poggibonsi.
Nel suo complesso la Val d'Elsa non costituisce però un territorio unitario; sono bensì individuabili due bacini: l'alta e la bassa valle. Tale divisione rispecchia del resto realtà geografìche, storiche ed economiche diverse anche se non estranee. Il corso stesso del fiume Elsa e due distinte aperture verso aree territoriali differenziate (sia storicamente sia paesaggisticamente) esemplificano molto chiaramente questo stato di fatto.
L'Elsa è un'affluente di sinistra dell'Arno lungo 75 km; nasce in località Molli, a circa 200 m dalla quota 580 m slm (Comune di Sovicille) sul versante sud est della Montagnola senese, da tre diverse sorgenti che dopo un andamento ramificato di poche centinaia di metri si uniscono in un unico corso; dopo alcuni cambiamenti direzionali scarsamente significativi sino a Radi, forma un'ampia curva verso nord ovest e s'immette in una vallata che decresce progressivamente di quota sino a raggiungere i 200 m slm verso Collalto; dopo una nuova curva in direzione nord est sfocia, arricchito delle acque del torrente Senna, nella pianura di Gracciano, Colle e Monteriggioni e assume andamento verso nord sino a Poggibonsi (dopo avere ricevuto numerosi tributari di media portata come i torrenti Staggia, Foci e Drove). La zona così circoscritta rappresenta l'Alta Val d'Elsa; lambisce il Chianti e la Montagnola, raggiungendo la Val di Cecina nel Volterrano e la Val di Merse verso le colline metallifere e il Grossetano.
Dopo Poggibonsi, aumentato di portata a seguito dell'apporto degli affluenti, il fiume assume direzione nord ovest e andamento rettilineo che manterrà sino alla sua immissione in Arno, dopo avere toccato Certaldo, Castelfìorentino, Ponte a Elsa e ricevuto numerosi affluenti di bassissima portata (Fosso Avane i torrenti Agliena, Pesciola, Casciani e il Rio Pertoso). Quest'area costituisce la Bassa Val d'Elsa, significativamente segnata dal suo ruolo di grande via di comunicazione (la Via Francigena) e da un punto di vista socio-economico e culturale gravitante su Firenze e il Medio Valdarno.
La Val d'Elsa. Storia e Costume.
Pittoresca e ridente valle il cui nome è legato al fiume Elsa che l'ha formata, è particolarmente rigogliosa.
Oggi l'abbondanza delle acque
dell'Elsa dei secoli passati è solo un ricordo, infatti è da tale
ricchezza che prendevano nome alcune località costiere come isola,
canneto, padule. Però l'abbondanza creò anche non pochi problemi ai
proprietari dei terreni limitrofi al fiume, per cui si cercò di
porre rimedio modificandone il corso, in quanto, a causa del terreno
sciolto e friabile, le acque facilmente abbandonavano il loro corso
naturale, cagionando non pochi danni ai coltivatori.
Rimane evidente che la divisione del territorio da parte del fiume venne ad avere un proprio significato giuridico in riferimento all'epoca ed ai governanti degli stati che via via si succedettero sui suoi territori. Una valle, che, bagnata da questo fiume, ha saputo estrinsecare appieno le potenzialità dei suoi terreni. L'agricoltura e la pastorizia sono state, e lo sono in parte ancor oggi, la ricchezza principale di queste terre.
Così pure la cerealicoltura,
l'olivicoltura e la viticoltura prosperavano bene sia per i terreni
particolarmente vocati, che per un clima estremamente favorevole
alla coltivazione.
Tale attività di collegamento e di
intese commerciali ci perviene dalla civiltà madre della regione, la
civiltà Etrusca.
Armando Sapori, in un suo scritto del 1325, commentava: Erano albergatori non soltanto coloro che davano ospitalità alle persone, ma anche quelli che disponevano lo stallaggio per le bestie; e fra i primi, tanto coloro che mettevano a disposizione dei clienti unicamente letti, quanto coloro che apparecchiavano unicamente la mensa oppure quelli che fornivano il tavolo e il vino ai pellegrini, che si portavano da se il cartoccio delle cibarie.
Gli anni compresi tra il 1200 e il
1300 vissero un rinnovamento edilizio di tutti i centri urbani che
lambivano la via Francigena e tutta la vallata vide un accrescersi
d'interesse principalmente verso l'architettura religiosa da parte
dei migliori pittori di scuola senese e fiorentina. La vallata
conobbe non pochi elementi di attrito militare, in particolare si
ebbero scontri di confine e di dominanza politica tra le città più
rappresentative quali San Gimignano e Volterra.
A latere, un indotto di piccoli
artigiani — veri scultori del vetro — personalizzava con pregevoli
incisioni il nudo e liscio materiale.
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