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Sarteano
I
rilievi che dal monte Cetona, toccando il poggio Camporeale
e il poggio Pietraporcinaia, si spingono verso nord-ovest,
formano lo spartiacque tra le valli dell'Orcia e del
torrente Astrone, affluente di destra del Chiani. |
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Notizie su Sarteano sono abbondanti a partire dal 1038, quando il castello appare residenza e dominio di una famiglia comitale discendente da un Farolfo, la stessa che fondò poco dopo Spineta. Figura di rilievo nella casata nel XII secolo fu il conte Manente di Pepone, lo stesso che cedette a Siena una parte del castello di Radicofani e che nel 1178 ricevette un privilegio del Barbarossa e fu in contrasto con il vescovo di Chiusi per la giurisdizione sulla città e il suo territorio. E' interessante notare che fin dal 1171 il "popolo" di Sarteano era rappresentato da un collegio di consoli, mentre l'intervento dei senesi a sanare un contrasto tra questi e le abbazie di Spineta e Coltibuono, indica l'interesse di questa città ad essere presente nella zona.
All'inizio
del Duecento (1229) la pressione che Orvieto esercitava tra la
Val d'Orcia e la Valdichiana fu tale che Sarteano si trovò
coinvolto in una guerra tra questa città e Siena. Dopo alterne
vicende, con la sconfitta dei senesi nel 1233 e la pace
stipulata due anni dopo, il castello entrò nella sfera politica
orvietana.
Dal
punto di vista urbanistico il castello e l'abitato di Sarteano
si sono sviluppati intorno all'antica Rocca, donata ai Fanelli
dal granduca Leopoldo, costituita da un Cassero a forma di alto
torrione quadrangolare, inserito sull'angolo occidentale di un
recinto scarpato ai cui angoli opposti è rafforzato da torri
circolari. |
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In piazza XXIV giugno, meglio conosciuta come piazza Alta, si erge il trecentesco Palazzo del Comune, dall'alto porticato rifatto nell'Ottocento: all'interno si apre l'elegante Teatro degli Arrischianti dalla struttura ellittica e con tre ordini di palchi. I primi documenti riguardanti questa istituzione risalgono al 1680; nel 1731 nasce l'Accademia degli Arrischianti che si insedia nella sala maggiore del Palazzo del Comune. I primi dell'Ottocento vedono la realizzazione di un "Teatro Nuovo" che verrà restaurato e reso moderno nel 1884. Nel Palazzo del Comune era collocata anche la prima raccolta archeologica di materiale proveniente dalle necropoli etrusche del territorio comunale che oggi è accolto nelle sale del Museo civico archeologico in via Roma: numerosi gli ossuari canopici appartenenti a tombe del VII secolo a.C. e le ceramiche dipinte risalenti al V-IV secolo a.C. |