Gennaio fangoso svuota il granaio.

 

La storia di un territorio non si legge soltanto nei documenti e nei reperti archeologici, ma si rivive anche nelle manifestazioni con le quali le comunità evocano la memoria di grandi avvenimenti, di antiche glorie, di modi di vita e di comportamenti.

In tutti i centri comunali e nei piccoli villaggi, della provincia senese, costante è il richiamo alla memoria della cultura contadina che i cambiamenti storici e sociali hanno travolto ma non cancellato.

Il territorio senese visto assai spesso come luogo dell'arte, va visto anche come un mondo che fu; contadino per antica tradizione.

La gastronomia ripropone immutate le ricette tipiche di questa terra, i grandi vini, i tartufi bianchi delle Crete Senesi, l'olio e il miele.

Le manifestazioni fieristiche ripropongono i manufatti di botteghe artigiane della lavorazione del cuoio e del legno, qui si trovano pezzi unici dei "Maestri" che conservano e tramandano i segreti della manualità di un'arte antica.

Passato e presente si uniscono nel segno della continuità.

Qui il tempo non ha importanza.

Sei libero.

Sei in Terra di Siena. Sbagliare strada è una fortuna.

 

Febbraio secco massaro ricco.

Neve marzolina, dura dalla sera alla mattina.

Aprile aprilone non metter giù il pelliccione.

Maggio asciutto, grano dappertutto.

Giugno freddolino, povero contadino.

Sotto il sole di luglio il cervello è in sobbuglio.

La vigna d'agosto fa sentire il mosto.

Dopo le feste di settembre lesto lesto viene l'inverno.

A ottobre il mosto è nelle botti.

Se a novembre senti il tuono, l'anno è buono.

Dicembre imbacuccato, raccolto assicurato.