|
Chi vuoi vivere e star
bene, pigli il mondo come viene. |
|
Questa ruota sempre gira;
chi sta lieto, e chi sospira. |
|
Fin ch'uno ha denti in
bocca, non sa quel che gli tocca. |
|
Bisogna prima pensare e
poi fare. |
|
Cosa fatta capo ha. [1] |
|
Questo mondo è fatto a
scale; chi le scende, e chi le sale. |
|
L'orno se 'un ràmpica, e
'un monta 'n sulle piante. |
|
Il mondo è di chi se lo
piglia. |
|
Il mondo è un pagliaio,
chi non pela è un minchione. |
|
Il mondo è di chi lo sa
canzonare. |
|
Varii sono degli uomini i
cervelli; / A chi piace la torta, a chi i tortelli. |
|
Chi da retta al cervello
degli altri, butta via il suo. |
|
Al prudente non bisogna
consiglio. |
|
Chi ha prudenza, l'adopri. |
|
Si può imporre la legge,
ma non la prudenza. |
|
Non entri tra fuso e
rocca, chi non vuoi esser filato. |
|
A gran partiti pàrtiti. |
|
Bisogna vivere, e lasciar
vivere. |
|
Pensarci avanti, per non
pentirsi poi. |
|
Del senno di poi, ne son
piene le fosse. |
|
Chi va piano, va sano. |
|
Chi prima arriva, prima
macina. |
|
Folle ardimento, dà
pentimento. |
|
Non lasciar il poco per
l'assai, / Che forse l'uno e l'altro perderai. |
|
Non mostrar mai né il
fondo della tua borsa, né del tuo animo. |
|
In tempo di poponi non
prestare il coltello. |
|
Donde non mi vien caldo,
non voglio che mi venga né anche freddo. |
|
Il fuoco che non mi
scalda, non voglio che mi scotti. |
|
A volte convien bere per
non affogare. |
|
È meglio perdere la pelle
che il vitello. |
|
È meglio un moccolo, che
andare a letto al buio. |
|
Nella felicità ragione,
nell'infelicità pazienza. |
|
Diligenza, passa scienza. |
|
Uomo avvisato, è mezzo
salvato. |
|
Quando è caduta la scala,
ognuno sa consigliare. |
|
Chi ne scampa una, ne
scampa cento. |
|
Per un punto, Martin perse
la cappa. |
|
Chi erra nelle decine,
erra nelle migliaia. |
|
Chi non fa il nodo, perde
il punto. |
|
La seta non tiene il nodo. |
|
Chi non guarda, non vede. |
|
Chi non rassetta il
buchino, rassetta il bucone. |
|
Chi si guarda dalla prima,
si guarda da tutte. |
|
La buona cura scaccia la
mala ventura. |
|
Tristo a quel consiglio,
che non ha sconsiglio. |
|
A ben s'appiglia, chi ben
si consiglia. |
|
Per un chiodo si perde un
ferro, e per un ferro un cavallo. |
|
Chi a buon albero
s'appoggia, buona ombra lo ricuopre. |
|
A chi consiglia, non gli
duole il capo. |
|
A gran sole, grand'occhio. |
|
Chi ha il capo di cera,
non vada al sole. |
|
Chi ha cervellièra di
vetro, non vada a battaglia di sassi. |
|
A incudine di ferro,
martello di piombo. |
|
Chi ha bisogno del fuoco,
paletta porti. |
|
Chi ha paura si faccia
sbirro. |
|
A usanza nuova non
correre. |
|
Per fare vita pura,
conviene arte e misura. |
|
Bisogna fare il peto
secondo il buco. |
|
Chi ben comincia è alla
metà dell'opra. |
|
Chi guarda a ogni nuvolo,
non fa mai viaggio. |
|
Misura e pesa, non avrai
contesa. |
|
Chi ha pazienza, ha
gloria. |
|
Chi ha pazienza, ha i
tordi grassi a un quattrin l'uno. |
|
Colla pazienza si vince
tutto. |
|
Chi non è savio, paziente
e forte, / Si lamenti di sé, non della sorte. |
|
Chi troppo in sé confida,
pazienza non tiene. |
|
La pazienza è la virtù
degli asini o de' Santi. |
|
La pazienza è una
buon'erba, ma non nasce in tutti gli orti. |
|
La pazienza è come la
piscia. |
|
Il sopportare non nocque
mai. |
|
Non bisogna fasciarsi il
capo prima di romperselo. |
|
Chi ha sbagliato la
strada, torni addietro. |
|
Governati a tuo modo, che
non ti dorrà la testa. |
|
Chi ben ripone, ben trova. |
|
Chi fa alle capate col
muro, il dolore è suo. |
|
Non s'ha se non quello che
si gode. |
|
Chi non ha giudizio, perde
la cappella e il benefizio. |
|
Consiglio veloce,
pentimento tardo. |
|
Consiglio di due non fu
mai buono. |
|
Chi è uso alle cipolle,
non vada a' pasticci. |
|
A fare i fatti suoi, uno
non s'imbratta le mani. |
|
Morta la bestia, spento il
veleno. |
|
Niente, è troppo poco. |
|
Chi resta addietro, serri
l'uscio |
|
Chi si sente scottare,
tiri a sé i piedi. |
|
Fuoco che arde in cima non
ne fare stima. |
|
Dove può andar barca, non
vada carro; dove può andar carro, non vada cavallo. |
|
Quando tu vedi un ponte,
fagli più onor che tu non fai a un conte. |
|
Più vale un sol remo che
sia indietro, che dieci che vanno avanti. |
|
Erba che non ha radice,
muor presto. |
|
Dalla rapa non si cava
sangue. |
|
Dalla neve o cotta o
pesta, non caverai altro che acqua. |
|
Piccola scintilla può
bruciare una villa. |
|
Il grano va a chi non ha
sacca. |
|
Poeti, pittori, strologi e
musica fanno una gabbia di matti. |
|
Traduttori, traditori. |
|
Al fin pensa sovente,
avrai sana la mente. |
|
Ride bene chi ride ultimo. |
|
Ovo di un'ora, pane d'un
giorno, vino d'un anno, pesce di dieci, donna di
quindici, e amico di trenta. |
|
Omnia per omnia e tempera
susina, per i coglioni non c'è medicina. |
|
Chi ha denti, non ha pane
; e chi ha pane, non ha denti. |
|
In casa de' ladri non ci
si ruba. |
|
Chi ha rubato la vacca,
può rubare il vitello. |
|
I pastori per rubare le
pecore si mettono nome lupi. |
|
Chi ruba, pecca uno; e chi
è ru-bato, pecca cento. |
|
L'occasione fa l'uomo
ladro. |
|
In terra di ladri, la
valigia dinanzi. |
|
Chi ruba per altri, è
impiccato per sé. |
|
Chi si da in man del
ladro, bisogna che se ne fidi a suo dispetto. |
|
Chi tiene il piede in due
staffe, spesso si trova fuora. |
|
Bisogna far lo sciocco per
non pagar il sale. |
|
A' sottili cascan le
brache. |
|
Sottil filo cuce bene. |
|
Chi va per uccellar resta
impaniato. |
|
Chi è in sospetto, è in
difetto. |
|
Quel che si fa all'oscuro
apparisce al sole. |
|
Fa' il dovere, e non
temere. |
|
Non si fa cosa sotto
terra, che non si sappia sopra terra. |
|
Non si caca mai sotto la
neve, che non si scuopra. |
|
Se non vuoi che si sappia,
non lo fare. |
|
Dove non è malizia, non è
peccato. |
|
Chi indura, vale e dura. |
|
Vince colui che soffre e
dura. |
|
A goccia a goccia s'incava
la pietra. |
|
Chi non c'è, non c'entri;
e chi c'è non si sgomenti. |
|
Quanto più presto se
n'esce, e meglio è. |
|
Chi c'è stato, la può
contare. |
|
A lasciar si è sempre a
tempo. |
|
A chi dole il dente, se lo
cavi. |
|
Ciò ch'è utile, non è
vergogna. |
|
Del cuoio d'altri, si
fanno le correggie larghe. |
|
Si balla bene nelle sale
degli altri. |
|
Carestia prevista non
venne mai. |
|
Granata nuova, spazza ben
tre giorni. |
|
Ogni secchia non attinge
acqua. |
|
Tutte le ciambelle non
riescon col buco. |
|
Quando il tuo diavolo
nacque, il mio andava ritto alla panca. |
|
Chi è scottato una volta,
l'altra vi soffia su. |
|
Chi fa trenta, può far
trentuno. |
|
Chi lascia la via vecchia
per la nuova, / Spesse volte ingannato si ritrova. |
|
Chi non va, non vede; chi
non prova, non crede. |
|
Mal beata quella scodella,
dove sette man rastrella. |
|
Metti la roba in un
cantone, che viene tempo ch'ella ha stagione. |
|
Quel che non va nel
manico, va' nel canestro. |
|
Altro è correre, altro è
arrivare. |
|
Altro è tendere, altro è
pigliare. |
|
A tutti i poeti manca un
verso. |
|
Chi conta sul futuro
sovente s'inganna. |
|
Chi fa, falla; e chi non
fa, sfarfalla. |
|
Dalla mano alla bocca
spesso si perde la zuppa. |
|
I sogni son sogni. |
|
Non v'è uovo che non
guazzi. |
|
Chi sa la strada può andar
di trotto. |
|
Chi tocca con mano, va
sano. |
|
Chi vuoi conoscere un
buono scrittore, gli dia la penna in mano. |
|
Con l'error d'altri il
proprio si conosce. |
|
Dopo il fatto ognuno è
salvo. |
|
Guastando, s'impara. |
|
Il fare insegna fare. |
|
Non mordere se non sai se
è pietra o pane. |
|
Per andare avanti bisogna
voltarsi addietro. |
|
Se lo strumento non è
tocco, non si sa che voce abbia. |
|
Vento al visaggio rende
l'uomo saggio. |
|
Fammi indovino, ti farò
ricco. |
|
D'opinioni e sassi ognun
può caricarsi. |
|
Dove non si crede, l'acqua
rompe. |
|
Il libro del perché è
molto grande. |
|
Le cose non sono come
sono, ma come si vedono. |
|
Le gioie valgono quando
s'apprezzano. |
|
Il parere non si scrive. |
|
Opinion non è sì stolta,
che da volgo non sia tolta. |
|
Chi dipinge il fiore, non
gli da l'odore. |
|
Chi ha contenti gli occhi,
non si sa quel che il cor faccia. |
|
In guaina d'oro, coltello
di piombo. |
|
L'abito non fa il monaco.
|
|
L'apparenza inganna. |
|
Non sempre fugge chi volta
le spalle. |
|
Ognun ch'ha gran coltello
non è boia. |
|
Non ogni verde fa fiore,
non ogni fiore fa frutto. |
|
Parere e non essere, è
come filare e non tessere. |
|
Se la pillola avesse buon
sapore, / Dorata non sarebbe per di fuore. |
|
Tal pare Orlando, che poi
è una pecora. |
|
Tutti i fiori non sanno di
buono, |
|
Tutto il rosso non son
ciliege. |
|
Tutto quel che ciondola,
non cade. |
|
È meglio tardi che mai. |
|
Più si sente un taglio di
rasoio che dieci di spada. |
|
Felice non è chi d'esser
non sa. |
|
Il troppo grasso fa
l'occhio cieco. |
|
Chi più guarda meno vede.
|
|
Il tignoso non ama il
pettine. |
|
Dove sono molte mani,
chiudi. |
|
Chi è felice, chi sa se è
buono? |
|
A fiume torbido, guadagno
di pescatore. |
|
Quel che l'occhio non
vede, il cuor non crede. |
|
Chi più che non deve
prende, fila la corda che poi l'appende. |
|
A biscottini non si campa.
|
|
Bisogna comprare fino il
sole. |
|
Se tu vuoi viver lieto,
non ti guardare innanzi ma di dietro. |
|
Chi non può fare come
vuole, faccia come può. |
|
Molti pochi fanno un
assai. |
|
La predica fa come la
nebbia, lascia il tempo che trova. |
|
Suon di campana non caccia
cornacchia. |
|
Chi maneggia quel degli
altri, non va a letto senza cena. |
|
La roba del compagno fa
enfiar le gambe. |
|
Anche il diritto ha
bisogno d'aiuto. |
|
Chi ha ragione teme, chi
ha torto spera. |
|
Chi non compare, si perde. |
|
È meglio esser màrtire che
confessore. |
|
Chi più edifica più
distrugge. |
|
I princìpi confettano gli
stronzi. |
|
Vedono più quattrocchi che
due. |
|
A fame pane, a sete acqua,
a sonno panca. |
|
Chi non può slungarsi, si
scorti. |
|
In tempo di carestia, pan
vecciato. |
|
Sotto il buon prezzo ci
cova la frode. |
|
Una campana fa un comune. |
|
Chi mette il suo in
sangue, la sera ride e la mattina piagne. |
|
Chi non piglia uccelli,
mangi la civetta. |
|
Chi più spende, meno
spende. |
|
Colle lesine bisogna esser
punteruolo. |
|
Cosa troppo vista perde
grazia e vista. |
|
Non resta carne in
beccheria per trista che la sia. |
|
Chi altri agghiaccia, sé
stesso infredda. |
|
Chi è cagion del suo mal
pianga sé stesso. |
|
Chi è in difetto, è in
sospetto. |
|
Chi ha coda di paglia, ha
sempre paura che gli pigli fuoco. |
|
Chi fa, fa a sé. |
|
Chi fa quel che non deve,
gli interviene quel che e' non crede. |
|
Chi ha il cui nell'ortica,
spesse volte gli formica. |
|
Chi ha spago, aggomitoli. |
|
Chi ha tegoli di vetro,
non tiri sassi al vicino. |
|
Tirati in là, paiolo, che
la padella non ti tinga. |
|
Chi rompe paga, e porta
via i ciottoli. |
|
Il fuoco fa saltar le
vespe fuori del vespaio. |
|
Peccati vecchi, penitenza
nuova. |
|
Quel pane hai, tal zuppa
avrai. |
|
Tal pensa salvarsi a
Pasqua, che è preso a mezza Quaresima. |
|
Tante volte al pozzo va la
secchia, ch'ella vi lascia il manico o l'orecchia. |
|
Tanto va l'orcio per
acqua, che e' si rompe. |
|
Anche un pagliaio è
grande, e se lo mangia un asino. |
|
Opera fatta, maestro in
pozzo. |
|
Chi sta sotto alla
piccionaia, casca sempre qualche penna. |
|
Senza suono non si balla. |
|
Il mulino non macina
senz'acqua. |
|
Chi le tocca son sue (le
busse...). |
|
Quando c'è la volontà, c'è
tutto. |
|
La gamba fa quello che
vuole il ginocchio. |
|
Dove manca natura, arte
procura. |
|
A piccol forno poca legna
basta. |
|
Chi ti loda in presenza,
ti biasima in assenza. |
|
Coda corta non para
mosche. |
|
Chi non può, sempre vuole.
|
|
Chi più vuole, meno
adopera. |
|
Acqua passata, non macina
più. |
|
Con la voglia, cresce la
doglia. |
|
Non si può volare senz'ale. |
|
Tutte le chiavi non
pendono a una cintura. |
|
Animo risoluto non ha
orecchi. |
|
|
Chi assai desidera,
assidera. |
|
Per forza si fa
l'aceto. |
|
Sotto la scuffia
spesso è tigna ascosa. |
|
Chi fa da sé, fa per
tre. |
|
Chi vuoi, vada; e chi
non vuoi, mandi. |
|
Comanda, e fai da te. |
|
Chi si mette a
stentare, stenta sempre. |
|
Chi divide la pera
coll'orso, n'ha sempre men che parte. |
|
Chi affoga, grida
ancor che non sia udito. |
|
Chi è portato giù
dall'acqua, s'attacca a ogni spino. |
|
La catena non teme il
fumo. |
|
Quando i furbi vanno
in processione, il diavolo porta la croce. |
|
Chi disse star con
altri, disse star sempre in guai. |
|
Cosa trovata, non è
rubata. |
|
Chi tocca la pece,
s'imbratta. |
|
Chi è diffamato, è
mezzo impiccato. |
|
Tre furfanti fanno una
forca. |
|
Ogni acqua spegne il
fuoco. |
|
Acqua lontana non
spegne il fuoco. |
|
L'occhio vuoi la sua
parte. |
|
Ogni scusa è buona
purché vaglia. |
|
Quel che non è stato,
può essere. |
|
Chi non ha piaghe, se
le fa. |
|
Un torso di pera
cascata, è la morte di mille mosche. |
|
Piacer preso in
fretta, riesce in disdetta. |
|
Chi la fa, chi la
disfa, e chi la trova fatta. |
|
Ogni cosa va presa per
il suo verso. |
|
In letto stretto,
mettiti nel mezzo. |
|
A chi ha testa, non
manca cappello. |
|
Ogni bocca ha il suo
morso. |
|
Mal va la barca senza
remo. |
|
Dove stringe la
scarpa, non lo sa altro che chi l'ha in piede. |
|
Ogni dì vien sera.
|
|
Ogni erba divien
paglia. |
|
Ogni legno ha il suo
tarlo. |
|
Ogni pelo ha la sua
ombra. |
|
Ognuno sa dov'è, ma
nessuno dov'ha da andare. |
|
Ognuno va al mulino
col suo sacco. |
|
Oggi a me, domani a
te. |
|
Non si può avere la
carne senz'osso. |
|
Non si fece mai bucato
che non piovesse. |
|
Il vedere è facile, e
il prevedere è difficile. |
|
I minchioni si
lasciano a casa. |
|
La candela alluma, e
sé stessa consuma. |
|
Chi vuole il pesce,
bisogna che s'ammolli. |
|
Né muli, né mulini, né
compari cittadini, né luoghi intorno ai fiumi, né
beni di comuni, non te ne impicciar mai, che te ne
pentirai. |
|
È meglio cader dal
piede, che dalla vetta. |
|
Chi non vede il fondo,
non passi l'acqua. |
|
Chi nasce tondo, non
muor quadro. |
|
Chi è avvisato, è
armato. |
|
Pesa giusto, e vendi
caro. |
|
Chi ha fatto la
pentola, ha saputo fare anche il manico. |
|
Chi ben congettura,
bene indovina. |
|
Chi vuoi saldar piaga,
non la maneggi. |
|
Buona la forza, meglio
l'ingegno. |
|
Chi piscia contro il
vento, si bagna la camicia. |
|
Quel ch'è di patto,
non è d'inganno. |
|
Promettere è una cosa,
mantenere è un'altra. |
|
Non toccare il grasso
colle mani unte. |
|
Non si dee dar tanto a
Pietro, che Paolo resti indietro. |
|
Ogni stadera ha il suo
contrappeso. |
|
Non dir quattro,
finché non è nel sacco. |
|
Non ti maneggio, se
non ti pratico. |
|
Vede più un occhio
solo, che cento uniti insieme. |
|
La vista non si misura
con gli occhiali. |
|
Il buon dì si conosce
da mattina. |
|
Dimmi chi sono, e non
mi dir chi ero. |
|
Dimmi chi fosti, e ti
dirò chi sei. |
|
Dietro il fumo vien la
fiamma. |
|
Al paragone si conosce
l'oro. |
|
Le lettere non ridono. |
|
Al batter del martello
si scuopre la magagna. |
|
Val più un moccolo
davanti, che una torcia di dietro. |
|
Cortesia schietta,
domanda non aspetta. |
|
Buco c'è, e buco ci
resta. |
|
I panni rifanno le
stanghe. |
|
Il morbido spacca il
duro. |
|
Chi va al mulino,
s'infarina. |
|
Chi comincia ha mèzzo
fatto. |
|
Chi non piange non ha
zuppa. |
|
Due che soffiano, non
accendano mai il lume. |
|
Chi la fa, la pensa. |
|
Chi l'ha intrigata, se
la strighi. |
|
Chi ha mangiato i
baccèlli, spazzi i gusci. |
|
Fin che dura fa
verdura. |
|
L'urtimo a comparì' fu
Gambaórta. |
|
Pòco càcio pòco
Sant'Antonio (piccola offerta, piccola grazia). |
|
Troppa grazia,
Sant'Antonio! |
|
Chi non ha testa,
abbia gambe. |
|
Chi al carbone
s'accosta, o si tinge o si scotta. |
|
Chi assai pone e non
custode, assai tribola e poco gode. |
|
Né di Venere né di
Marte, non si sposa né si parte. |
|
Chi cerca rogna, rogna
trova. |
|
Pizzica e gratta,
rogna fatta. |
|
La spina cresce
pungendo. |
|
I monti stan fermi e
le persone camminano. |
|
Tu hai trovato Cristo
a dormire (hai trovato una persona buona come
Cristo, e per di più addormentata). |
|
Che passione, avèccelo
di ciccia, e baciallo di cartone! |
|
Vedere e non toccare,
è un bello spasimare. |
|
Ti riconosco, disse il
culo all'ortica (così si dice a chi ci ha già
imbrogliato). |
|
Ogni lasciata è persa. |
|
Chi cerca trova, e chi
dorme si sogna. |
|
Chi prende si vende. |
|
Se vi par pòco,
metteteci il pane sotto. |
|
Chi ha rogna e non la
gratta, un peccato accatta. |
|
Chi ha la rogna si
gratti. |
|
Scherzo lungo non fu
mai buono. |
|
Il casco vuole il
riso. |
|
Cosa rara, cosa cara. |
|
Dei gusti non se ne
disputa. |
|
Mal si balla bene se
dal cor non viene. |
|
Il più tira il meno. |
|
Al cieco non si mostra
la strada. |
|
Capo lavato, bicchier
risciacquato. |
|
Acqua cheta vermini
mena. |
|
Acqua torbida non fa
specchio. |
|
Chi ben dorme, non
sente le pulci. |
|
Tal che gli duole il
capo, si medica il calcagno. |
|
Chi troppo abbraccia,
nulla stringe. |
|
Chi troppo tira, la
corda si strappa. |
|
Chi tutto vuole, di
rabbia muore. |
|
Chi soffia nella
polvere, se n'empie gli occhi. |
|
Chi ride in sabato,
piange la domenica. |
|
Il soperchio rompe il
coperchio. |
|
In terra di ciechi,
chi ha un occhio è signore. |
|
Ognuno ha opinione, ma
non discrezione. |
|
Chi vuoi far quel che
non puole, / Gl'intervien quel che non vuole. |
|
A danno fatto, guado
chiuso. |
|
A naso tagliato, non
bisognano occhiali. |
|
Chi troppo pensa,
perde la memoria; / E chi non pensa, perde la
vittoria. |
|
Il passo più difficile
è quello dell'uscio. |
|
In un'ora nasce il
fungo. |
|
Le cose lunghe
diventan serpi. |
|
Chi aspettar puole, ha
ciò che vuole. |
|
Non ha il palio se non
chi corre. |
|
All'entrar ci vuoi
disegno, all'uscir danari o pegno. |
|
Chi taglia, taglia; e
chi cuce, ragguaglia. |
|
Quattro madri buone
fanno figlioli cattivi: la Verità l'Odio, la
Prosperità il Fasto, la Sicurtà il Pericolo, la
Familiarità il Dispregio. |
|
Non far ciò che tu
puoi, non spender ciò che hai; / Non creder ciò che
odi, non dir ciò che tu sai. |
|
Né occhi in lettere,
né mani in tasca, né orecchi in segreti d'altri. |
|
Loda, commenda,
saluta, conforta, offera, proffera, ma non
t'obbligare. |
|
Il pensare è molto
lontano dall'essere. |
|
È meglio esser capo di
lucertola, che coda di dragone. |
|
I pensieri vanno
falliti. |
|
L'acciaio si rompe, e
il ferro si piega. |
|
Ogni vento non scuote
il noce. |
|
Chi casca nel fango,
quanto più vi si dimena, tanto più s'imbratta |
|
Chi si ripara sotto la
frasca, ha quella che piove e quella che casca. |
|
Il carro non va con
cinque ruote. |
|
I porri, per istar
troppo sotto il letame, fanno la zazzera. |
|
Loda lo scarpello,
attienti al pennello; costa manco, e par più bello. |
|
Chi semina spine, non
vada scalzo. |
|
Chi non rispetta sé,
non rispetta nemmeno gli altri. |
|
Chi vuoi essere
stimato, stimi sé stesso. |
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Taglia lungo, e cuci
stretto. |
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Guarda che tu non
lasci la coda nell'uscio. |
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Chi ben si guarda,
scudo si rende. |
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Promettere e non
mantenere è villania. |
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Batti il chiodo quando
è caldo. |
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Chi può andar di passo
per l'asciutto, non trotti per il fango. |
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Temperanza t'affreni,
e prudenza ti meni. |
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Non metter bocca dove
non ti tocca. |
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Non nominare la fune
in casa dell'impiccato. |
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Misura tre volte, e
taglia una. |
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Piuttosto in man che
in diman. |
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Chi può guazzar
l'acqua, non vada al ponte. |
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Non bisogna metter
calcina senza quadrello. |
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Non si fa fascio
d'ogni erba, ma sì ghirlanda d'ogni fiore. |
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Chi s'impaccia col
vento, si trova colle mani piene d'aria. |
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Chi vuoi della carne,
vada in beccheria. |
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Fra' Modesto non fu
mai priore. |
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Quando il sole ti
splende, non ti dèi curar della luna. |
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Tre fili fanno uno
spago. |
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Due piedi non istanno
bene in una calza. |
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Chi non consuma, non
rinnuova. |
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Bisogna guardar non a
quello che entra, ma a quello che esce. |
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Chi di dieci passi
n'ha fatti nove, è alla metà del cammino. |
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Chi vuoi dell'acqua
chiara, vada alla fonte. |
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La burla non è bella,
se la non è fatta a tempo. |
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I paragoni son tutti
odiosi. |
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E' meglio camminar
ch'essere spinto. |
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La più lunga strada è
la più prossima a casa. |
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È meglio esser cortese
morto, che villan vivo. |
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Chi fa in fretta, ha
disdetta. |
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Senza l'occhiello non
s'affibbia il bottone. |
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Chi siede su la
pietra, fa tre danni: / Infredda, agghiaccia il
culo, e guasta i panni. |
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Val più una cosa fatta
che cento da fare. |
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Quando una cosa sta
ben che basta, / Lasciala star, perché si guasta. |
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Il bel vestire son tre
N: nero, nuovo, netto. |
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Ambasciatore non porta
pena. |
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I monti stan fermi, e
le persone camminano. |
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Finché la va, l'è
viva. |
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Molto fumo e poco
arrosto. |
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I gobbi non pagan
gabella. |
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Quando piove, chi non
ha gambe non si muove. |
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Se il cielo rovinasse,
si piglierebbero di molti uccelli. |
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Se il pane corresse
come le lepri, quanti morirebbero di fame! |
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Chi così vuole, così
abbia. |
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Acqua e foco, presto
si fan loco. |
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Lassa-fà perse la
moglie. |
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Chi di paglia fuoco
fa, piglia fumo, e altro non ha. |
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Chi ben non torce i
panni, non s'asciugano in tre anni. |
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Chi ha bachi non
dorma. |
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Il vento non entra mai
in luogo di dove non possa uscire. |
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Nuova camminata è
presto affumicata. |
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Sopra il nero, non v'è
colore. |
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Un pezzo non fa fuoco,
due ne fanno poco, tre un focherello, e quattro lo
fanno bello. |
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Nulla nuova, buona
nuova. |
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Quel ch'è detto, è
detto. |
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Quel ch'è fatto, è
fatto. |
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Se non avete altri
moccoli, potete andare a letto al buio. |
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Se saran rose,
fioriranno; e se saranno spine, pungeranno. |
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Su per iscala e giù
per corda. |
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Zero via zero, fa
zero. |
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È meglio pie bagnato
che testa rotta. |
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I pesci grossi stanno
in fondo. |
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Un fiore non fa
ghirlanda. |
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Le siepi non hanno
occhi, ma hanno orecchi. |
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Chi fa il carro, lo sa
disfare. |
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Da cosa nasce cosa, e
il tempo la governa. |
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La coda è la più
cattiva a scorticare. |
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La fatica promette il
premio, e la perseveranza lo porge. |
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Troppo voltare fa
cascare. |
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I gran dolori sono
muti. |
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I guai non son buoni
col pane. |
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Quel che fu duro a
patire, è dolce a ricordare. |
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I travagli son ladri
del sonno. |
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Il mondo, di Noè gli è
proprio l'arca; / Di bestie assai, di pochi uomini
carca. |
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Mille piacer non
vagliono un tormento. |
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Tra due poltroni il
vantaggio è di chi prima conosce l'altro. |
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Non tutte le volte che
si veggono i denti, s'ha paura de' morsi. |
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Tal piglia leoni in
assenza, che teme un topo in presenza. |
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La sera leòni, la
mattina pecoróni. |
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Tutti i fiumi vanno al
mare. |
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Pesce che va all'amo,
cerca d'esser gramo. |
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Non fruttifica, chi
non mortifica. |
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Chi troppo scende, con
fatica rimonta. |
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Né pianto né bruno non
suffraga nessuno. |
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Al primo colpo non
cade l'albero. |
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Chi corre, corre, e
chi fugge, vola. |
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Chi fugge, mal
minaccia. |
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Chi ha paura d'ogni
figura, spesso inciampa nell'ombra. |
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Chi ha paura, si
guardi le brache. |
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Chi non risica, non
rosica. |
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Chi non s'avventura,
non ha ventura. |
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Le paure e le sciagure
fanno sudar di gennaio. |
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L'armi de' poltroni
non tagliano né forano. |
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Chi s'aiuta, Iddio
l'aiuta. |
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La va male, quando si
chiama a soccorso. |
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Ogni tua guisa non
sappia la tua camicia. |
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Chi non s'aiuta,
s'annega. |
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A chi non pesa, ben
porta. |
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Chi avesse quel che
non ha, farebbe quel che non fa. |
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Il fumo va all'aria, e
l'acqua alla valle. |
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Lo spillo, volendo
fare a cucir con l'ago, s'avvide ch'egli aveva il
capo grosso. |
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Un buon pentirsi, non
fu mai tardi. |
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Bel colpo non ammazzò
mai uccello. |
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