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Così Dante si ricorda di Monteriggioni nel canto XXXI, 40-41 dell'Inferno, qui ebbe la notizia della condanna che nel 1302 lo bandiva da Firenze e lo minacciava di morte qualora si fosse azzardato a rimettere piede nella città natia. Inoltre lo impressionò vivamente la fantastica "radunata" delle torri di Monteriggioni: ben quattordici, che allora erano più alte di quanto non appaiano ai giorni nostri, tanto che Dante li paragonò ai giganti del pozzo di Malebolgie.
Caratteristico borgo medievale chiuso nella sua imponente cerchia di mura nerastre, rafforzate da quattordici torri quadrilatere (delle quali 7 sono state rialzate e consolidate, mentre le altre restano ormai quasi a livello del muro di cinta), Monteriggioni ha un profilo inconfondibile: le torri di Monteriggioni appaiono come un favoloso miraggio agli occhi di chi capita da queste parti.
Un
asse viario principale taglia in due parti il tessuto abitativo,
alle cui estremità sono le due porte di accesso: quella volta in
direzione di Siena è alla base di una torre, mentre quella verso
Firenze si apre nelle mura, a lato però di un'altra torre.
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un po di storia...
Fra il III e il II secolo a.C. l'importante centro etrusco che aveva sede nelle vicinanze di Monteriggioni raggiunse la sua massima fioritura: del notevolissimo livello economico e culturale ottenuto danno testimonianza i numerosi reperti archeologici della Necropoli del Casone, culminati nella famosa tomba dei Calisna Sepu. I ricchi corredi funebri rinvenuti hanno denunziato l'influenza culturale non solo di Volterra, ma anche delle lucumonie dell'Etruria meridionale: un'importanza comprensibile, se si tiene presente che già alla fine del VII secolo a.C. doveva esistere un tracciato stradale, usato anche in età romana che si dipartiva da Volterra, si riuniva ad una via proveniente da Vetulonia e Populonia, e tagliava poi la media Valdelsa, per dirigersi infine, attraverso il Chianti, verso la valle dell'Arno.
Circa la localizzazione dell'insediamento
etrusco di Monteriggioni esiste soltanto una
prova indiziaria: un tratto di muro in
blocchi di travertino, piuttosto regolari e
di piccole dimensioni, che potrebbe essere
etrusco o romano, incorporato nel lato nel
lato occidentale delle mura di Castiglion
Ghinibaldi, località a nord del capoluogo
comunale. La vasta necropoli del Casone,
così come le tombe rinvenute in numerosi
altri luoghi dei dintorni hanno dimostrato
che l'insediamento era già attivo in pieno
VIII secolo a.C. e che iniziò il suo
sviluppo nel corso del secolo seguente, per
manifestare un notevole impoverimento
economico e culturale, e un presumibile,
forte calo demografico nel I secolo d.C.,
allorché tutta la Valdelsa andò incontro a
un irreversibile processo di decadenza
legata al "tracollo economico e demografico"
di Volterra, coinvolta e dissanguata dalle
guerre civili, tra il secondo e il terzo
decennio del I secolo a.C.. |