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Se
Sant'Andrea in Malcenis, ossia la più antica pieve della zona, è
ricordata fino del 714, la storia del Castello di Montalcino è
piuttosto oscura, stante la distruzione dell'archivio di
Sant'Antimo da cui il castello stesso dipendeva.
Verso la fine del XII secolo troviamo Montalcino ormai comune
autonomo, alleato a Siena nella guerra che questa perse contro
Firenze nel 1176 ma, nel secolo successivo, si verificò un
cambiamento di alleanze. Montalcino costantemente impegnata a
contrastare le mire espansionistiche di Siena nel 1200 fu
duramente colpita, il castello fu espugnato e distrutto dai
senesi. Ma qualche anno dopo Siena, nuovamente in lotta contro
Firenze dovette rinunciare al controllo di Montalcino. La città
cercò allora (1212) di venire in possesso dei diritti
giurisdizionali che ancora l'abate di Sant'Antimo possedeva su
Montalcino.
Ne seguì una complessa situazione giuridica e politica, per cui
i montalcinesi dovevano riconoscere una sorta di protettorato
senese e versare un censo annuo alla Cattedrale e al comune di
Siena. Poco dopo, incoraggiati da Firenze ed Orvieto in lotta
con Siena, gli abitanti di Montalcino cercarono di sottrarsi
all'egemonia senese. Ma nel 1232 il castello fu rioccupato e i
montalcinesi si videro costretti a rinnovare la clausole più
importanti dell'alleanza con Siena, che denunciò all'autorità
imperiale la "congiura" di Montalcino con i nemici dell'impero,
soprattutto con i fiorentini.
Ripresa
la guerra tra Firenze e Siena, questa dovette nuovamente
rinunciare al controllo di Montalcino e soltanto nel 1251 Siena
riprese l'iniziativa di conquistare Montepulciano e Montalcino,
gli unici castelli della Toscana meridionale in grado di fare
una seria opposizione e di gestire una politica territoriale
antisenese. A Siena, alleata con forze locali ostili alle
autonomie di quei castelli, fu addirittura istituita una
commissione speciale dei Sei "per la distruzione e la morte di
Montalcino", e l'anno successivo (1252) il castello fu
nuovamente espugnato. Ancora una volta la controffensiva di
Orvieto e di Firenze riportò alla situazione precedente: ma
l'aiuto prestato ai fiorentini nella battaglia di Monteaperti
tra Firenze e Siena, vinta da quest'ultima, fece di nuovo
perdere l'autonomia ai montalcinesi. Ma i rovesci subiti dai
ghibellini, e da Siena, dopo la battaglia di Colle nel 1269,
dettero nuovamente autonomia a Montalcino, che riuscì a
mantenerla anche durante la reggenza dei Nove in Siena,
superando senza danni anche la discesa di Enrico VII, occasione
nella quale aderì alla Lega Guelfa. Soltanto dopo la metà del
Trecento Montalcino finì per rientrare sotto il controllo di
Siena: gli abitanti ebbero la cittadinanza senese, ma la città
iniziò la costruzione della grandiosa Rocca che le permetteva il
controllo del centro assoggettato.
Ormai
Montalcino era Senese e nel XV° secolo divenne uno dei centri
più importanti del territorio della Repubblica. Nel secolo
successivo la città e il castello resistettero all'assedio
dell'esercito Imperiale e Mediceo nel 1553 durante la guerra che
portò alla definitiva capitolazione senese nel 1555. Dopo la
resa molti cittadini senesi raggiunsero Montalcino dove,
capitanati da Piero Strozzi, fecero rivivere in esilio la
Repubblica. La città divenne il capoluogo dei territori ancora
non conquistati dai fiorentini e resistette fino al 1559 quando,
ormai isolata dalla caduta di Talamone e Castiglione della
Pescaia, fu offerta la resa e giurata fedeltà a Cosimo de'
Medici.
La
Rocca di Montalcino, iniziata nel 1361 da Mino Foresi e Domenico
di Feo, ha i caratteri del castello-recinto, a pianta
pentagonale, con tre lati perpendicolari e torri a tutti gli
angoli. Di queste, la torre posta a sud-est ha pianta poligonale
ed è affiancata da un grande edificio con funzione di cassero.
Il cammino di ronda sulle mura è sorretto da archetti su mensole
a piramide rovesciata, mentre nelle torri gli archetti sono
sorretti da mensole stondate. All'interno della rocca, presso la
torre settentrionale, sono i resti di una chiesa che fu a tre
navate e che poi, ridotta ad una, funse da cappella del
castello.
Di fronte alle torri che guardano a sud si protende un ampio
bastione di epoca medicea. Delle mura cittadine poco rimane
nella parte a valle, mentre sul lato opposto esistono ancora per
un buon tratto, intervallate da alcune torri rettangolari. Nella
rocca si trova ora una enoteca per la degustazione del famoso
"Brunello", il vino della zona di Montalcino. |