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Nella
determinazione delle modalità di insediamento della valle dell'Asso ha avuto
considerevole peso il fenomeno dell'incastellamento medioevale. E'
interessante notare, al riguardo, come tutti i principali centri abitati del
comune di San Giovanni d'Asso serbino ancora i caratteri dell'insediamento
fortificato del Medioevo. Del resto, se guardiamo la toponomastica,
rileviamo che nella zona abbondano i castelli e le località di altura con
toponimi riconducibili a personaggi germanici, che denunciano
inequivocabilmente l'origine dell'insediamento: Montelifré (da Liutfrid),
Montisi (da Ghiso), Monterongrifoli (da Grifo).
Un importante centro fortificato era Montisi (già Monteghisi), in origine di
pertinenza degli Scialenghi Cacciaconti. Questi pur riconoscendo il domino
politico di Siena fin dal 1175, continuarono ad esercitare la loro signoria
sul castello sino alla fine del Duecento, non senza contrasti, anche
cruenti, con le comunità locali. Nel XIV secolo Montisi fu fatta sede di un
vicariato di nomina cittadina, avente giurisdizione anche sul vicino
castello di Montelifré.Classico insediamento di altura fortificato, Montisi
si sviluppa tutto intorno a una collina al cui vertice è un Cassero
notevolmente rimaneggiato. Nell'abitato si riconoscono due successive
cerchie murarie, la più antica delle quali è però assai frammentaria.
Appartenente
agli Scialenghi anche il castello di Montelifré, del quale si hanno notizie
sicure soltanto a partire dal 1213, allorché la comunità castellana locale
fece atto di sottomissione al comune di Siena. Le fortificazioni di
Montelifré avrebbero dovuto essere distrutte nel 1289, per delibera del
Consiglio Generale di Siena: ma forse il provvedimento non ebbe corso o il
castello fu presto ricostruito. In epoca non precisata si sarebbero
affermati presso l'antico castello i possedimenti della « nobil casa
Martinozzi di Siena, derivata da un Martinozzo nativo di Montepulciano che
fiorì sul principio del 1300 » (REPETTI).
Nel 1526, dopo la battaglia di Camollia, la fortezza di Montelifré venne
occupata — come la Grancia di Montisi — da alcuni sbandati.
Sulla
vetta di una collina, nei pressi di Montisi, sono i grandiosi ruderi della
rocca di Montelifré purtroppo in via di progressivo disfacimento, tanto che
non è più possibile rendersi conto di dove fosse l'accesso o di qualsiasi
altro elemento funzionale, che mostrano, in parte, l'originario rivestimento
a filaretti di pietra calcarea. Ai piedi di essi, sul versante sud-est, è la
parte bassa del castello, racchiusa entro un circuito di mura, che portano a
metà una torre e sulle quali è poi sorta una fila di case. Nelle mura si
sprono due porte contrapposte: una a sud-ovest con antiporto ed una a
nord-est, collegate in origine da una strada, straordinariamente
caratteristica, di cui son rimasti soltanto circa due terzi; infatti, verso
la porta di nord-est, è stata costruita una casa colonica che la interrompe,
costringendo ad accedervi da un vicoletto laterale, tanto che l'antica porta
serve ora soltanto di accesso al cortile della casa suddetta, mentre
l'ingresso al borgo è stato spostato più verso la rocca. |