Il germano reale

 

Il territorio & la caccia > Gli uccelli > Il germano reale

Home Page

Ordine

Famiglia

Sottordine

Genere

Specie    

Anseriformi
Anatidi

 

Anas

platyrhynchos

Uccelli

Nomi dialettali: mallardo, capoverde

clicca per ascoltare il canto

 

 

Descrizione: ha dimensioni medio-grandi, becco lungo quanto la testa, largo e appiattito, ali lunghe, coda breve e arrotondata. Il maschio ha il capo e il collo di color verde scuro, collare bianco, petto bruno-porporino, dorso e fianchi grigio pallidi sfumati di brunastro, copritrici inferiori e superiori della coda nere, coda bianchiccia con le quattro penne centrali nere arricciate, specchio alare violetto orlato posteriormente di bianco, becco giallo-verdognolo, zampe arancio. La femmina ha un piumaggio brunastro-fulvo con striature e macchie nerastre e brunastre; specchio alare blu metallico. In volo si distingue facilmente dalle altre anatre: il maschio ha il capo verde, il collarino bianco, il petto rosso scuro e le copritrici dell'ala bianche; la femmina ha l'ala come il maschio e le restanti parti inferiori fulvicce. Lunghezza cm 50-65, peso gr 850-1.350.

Habitat: frequenta specchi d'acqua interni e costieri, estuari e mare aperto. Specie ampiamente distribuita come nidificante in Europa, Asia paleartica, Africa nord-occidentale, America settentrionale. In Italia è comune come nidificante e stazionario. Le popolazioni migratrici del Paleartico occidentale sono di passo da settembre a novembre e in febbraio-marzo; numerosi contingenti sostano inoltre per tutto il periodo invernale.

Riproduzione: il periodo della riproduzione e assai precoce, con formazione delle coppie già in pieno inverno e nidificazione a partire da febbraio. In prossimità dell'acqua, ben nascosto dalla vegetazione, la femmina costruisce il nido, ove depone da 8 a 12 uova, che cova per 28 giorni. I giovani sono accuditi dalla madre per circa due mesi, mentre il maschio si limita alla sorveglianza della famiglia. Depone di norma una volta all'anno.

Alimentazione: si ciba in prevalenza di sostanze vegetali (piante acquatiche e terrestri, alghe, germogli, semi, bacche, granaglie), ma pure di insetti e loro larve, molluschi, crostacei, vermi, sanguisughe, girini, avannotti, piccoli pesci.

Caccia: cacciabile.

La caccia al germano reale, nella provincia di Siena, è consentita, nel territorio sottoposto a gestione programmata della caccia, dalla terza domenica di settembre fino al 31 gennaio.


Morfologia

 

Progenitore delle anatre domestiche, il germano reale (Anas platyrhynchos) è l'anatide più adattabile a una grande varietà di ambienti umidi, e di conseguenza è l'anatra più nota d'Europa. La popolazione svernante nel Paleartico occidentale è infatti stimata a 4-5 milioni di individui e probabilmente tale cifra è inferiore alla realtà vista la grande dispersione di questa specie in località e ambienti non facilmente controllabili durante i censi-menti invernali.
Il fatto di essere la specie più comune fra le anatre e la perdita della reputazione di "autentico" selvatico, con l'espansione degli allevamenti a scopo cinegetico, ha influito negativamente sull'ammirazione che gli amanti della natura dovrebbero istintivamente sentire per un pennuto così variopinto e vistoso. Cionondimeno, soffermandosi ad ammirare i maschi nel perfetto piumaggio nuziale che assumono dall'autunno, non si può che gioire della sua frequenza.


Il collo verde bottiglia, lo stretto collarino bianco e il bruno-porpora del petto sono i caratteri che gli conferiscono un aspetto assai tipico e ben distinto dalle altre anatre. Singolari anche le due remiganti centrali arricciate a formare un curioso ornamento sulla coda e soprattutto lo specchio alare, formato dalle remiganti secondarie blu o porporino, a seconda della luce, bordato di bianco e nero. Quest'ultimo carattere è tipico del germano reale in qualsiasi abito e permette una sicura distinzione da tutti gli altri anatidi di femmine, giovani e maschi nel piumaggio eclissale, rivestito in estate.
Attualmente, proprio in seguito alla diffusione di soggetti allevati in cattività, non è raro osservare individui più massicci e dal più maggio anomalo. Alcuni sono più scuri di quelli normali (femmine) o con eccesso di bianco sul collo e le ali (maschi), altri completamente bianchi (albini) o color caffellatte (isabellini). Una mutazione attualmente abbastanza diffusa (ad esempio nel Novarese) è la cosiddetta forma "cayuga", che può lasciare esterrefatto in un primo momento anche un buon conoscitore degli uccelli selvatici italiani: questa mutazione, ottenuta allo stato domestico, si presenta di minori dimensioni, con un piumaggio quasi completamente nerastro e un'ampia macchia bianca sull'alto petto. A quanto pare, i germani "cayuga" tendono ad accoppiarsi fra loro e quindi a mantenere e diffondere questa aberrazione.

 

Il germano reale vive in moltissimi habitat di acqua dolce o salmastra dell'emisfero settentrionale fra il 35° e il 75° parallelo, dal livello del mare fino a 1000 (eccezionalmente 2000) metri di altitudine.

Essenzialmente si tratta di un uccello proprio delle acque calme e poco profonde, essendo limitato nella ricerca del nutrimento a meno di un metro di profondità, ed evitando, anche durante il riposo, acque profonde. Una abbondante presenza di vegetazione acquatica è importante per la scelta dei siti di riproduzione, e molto apprezzate sono le acque circondate da vegetazione arborea.
Anche nella scelta degli alimenti e nei modi di nutrirsi il germano è un opportunista e può essere definito onnivoro. Il cibo viene raccolto sulla superficie dell'acqua, o qualche decimetro sotto il livello, immergendo la parte anteriore del corpo, oppure ancora sul terreno. In prevalenza, il cibo è di origine vegetale (mais, semi di altre graminacee e di piante acquatiche e terrestri, ghiande, germogli e foglioline), ma entrano nella dieta soprattutto a fine primavera-estate anche animali (ditteri, plecotteri, efemerotteri, crostacei e molluschi, qualche girino...).

 

Durante la stagione della riproduzione frequenta anche stagni o fossi di minime dimensioni e il nido può anche trovarsi a notevoli distanze dall'acqua, in svariate posizioni. Benché usualmente lo si trovi sul terreno, ai piedi di un albero, fra cespugli di rovi o salici, fra le ortiche, le Solidago, i giunchi o altra vegetazione erbacea, può essere posto anche su alberi; in quest'ultimo caso di frequente nella "coppa" di salici o pioppi capitozzati, e anche fino a dieci metri dal suolo. La costruzione del nido e la cova sono esclusivamente opera della femmina, il cui piumaggio dalle tinte brune si confonde facilmente con il substrato. Le prime uova si possono trovare precocemente, già dai primi di marzo. Il periodo di deposizione può però prolungarsi notevolmente nel tempo, anche per effetto della presenza di ceppi d'origine domestica, selezionati per una lunga stagione riproduttiva.
Poiché l'incubazione dura 27-28 giorni, si possono osservare femmine seguite da nidiacei fin dagli ultimi giorni di marzo e soprattutto dai primi di aprile. Il numero delle uova deposte, dal guscio chiaro, grigio-verde o fulvo, è solitamente di 9-13; di conseguenza è assai frequente osservare la femmina seguita da 9-11 anatroccoli dal bel piumaggio giallo e bruno scuro. In caso di perdita delle uova, sommerse da una crescita delle acque o predate da ratti, volpi, cani randagi, cornacchie e dall'uomo (benché quest'ultimo lo faccia con lo scopo di allevare i piccoli), la femmina torna a deporre dopo circa un mese, anzi può talora ricominciare il ciclo riproduttivo dopo una perdita precoce degli anatroccoli.

Ogni femmina non porta a termine più di una nidiata l'anno e le famiglie con i giovani ormai completamente sviluppati sono solitamente ridotte a 5-7 individui.

 

Visti i numerosi pericoli cui i piccoli sono sottoposti per il periodo di 50-60 giorni durante il quale sono inetti al volo, è comprensibile la prudenza della madre, la quale, per proteggerli, non raramente inscena starnazzando la pantomima dell'ala ferita, distraendo così il potenziale predatore. La gregarietà della specie si fa quindi più manifesta e i germani cominciano a riunirsi in gruppi che si fanno via via più numerosi, fino alle concentrazioni di migliaia di individui osservabili in alcune zone di rifugio diurno in autunno-inverno.

Per quanto concerne la migrazione, il comportamento del germano è influenzato sensibilmente dalle condizioni climatiche; le popolazioni del nord, centro ed est europeo sono sensibilmente più migratrici di quelle dell'Europa occidentale e meridionale, le quali effettuano di solito solo spostamenti locali di non grande portata. Fino alla fine degli anni sessanta, quando era inferiore il numero dei germani sedentari in Italia, si notava un evidente passo di soggetti nordici a fine novembre primi di dicembre, quando le gelate cacciavano i germani dagli ambienti umidi dell'Europa centrorientale.

 

Durante l'aggregazione autunno-invernale i germani iniziano i corteggiamenti collettivi per la formazione delle coppie. I maschi eseguono vari movimenti rituali, derivati in parte dall'atto del bere.
La sequenza tipo di comportamento nuziale può essere così schematizzata: il maschio scuote il becco, si scuote e si stira, scuote la coda, si drizza sulla parte posteriore tenendo il becco rivolto verso l'acqua ed emettendo contemporaneamente un fischio seguito da un brontolio, assume quindi una posizione accorciata portando indietro il capo, sollevando le ali e drizzando la coda. Rivolgendosi più espressamente alla femmina, il "colloverde" nuota annuendo ritmicamente con il capo, mostra la nuca, si erge, solleva infine di scatto le parti posteriori toccando l'acqua con il becco.
Queste attività toccano un massimo in ottobre-novembre e poi riprendono in febbraio-marzo, anche se spesso a questa stagione le coppie sono già ben stabilite. In questo caso non è difficile notare dispute fra i maschi, quando qualche individuo non accoppiato cerca di sottrarre la femmina ad altri. L'atteggiamento di minaccia più usuale consiste nell'inseguimento con il collo proteso e il becco che sfiora l'acqua. Ben presto la proporzione dei maschi rispetto alle femmine aumenta sensibilmente sugli specchi d'acqua, poiché le seconde, ormai in gran parte intente alla cova, conducono da questo momento un'esistenza assai più discreta.